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lunedì, 21 maggio 2007

se fossimo tutti quanti uguali

non si imparerebbe nulla, niente

è nella diversità che sta l'accrescimento.

disponibile.

curiosità.


Postato da: mcman a 03:25 | link | commenti (2)

mercoledì, 02 maggio 2007

Ci sono, nei meandri dei più bei romanzi, figure che l’occhio poco attento non coglie.

Pochi periodi di digressione dalla storia principale dell’eroe e dell’’eroina che si amano si perdono si cercano a poi vivono felici, in cui tutto accade come è in realtà. Sono quelle alcune righe di verità in cui l’autore richiama, ricama sé stesso.

Una gemma, un’isola protetta celata tra i caratteri che arricchiscono solitamente la trama, che lo scrittore abbozza affinchè il lettore non possa identificarsi in questi personaggi sfumati, arrivando ad intuirne la consistenza.

Io scopersi per caso la cosa grazie ad un’amica, che mi consigliò di leggere un libro in cui era scritto di personaggi minori, di cui ricordo approssimativamente.

“pensava che non ci sarebbe mai stata più parola. Aveva, comunque, avuto a che fare con lei, senza minimamente conoscerla e quel libro continuava a tornargli alla mente. Sorrideva tra sé. Nonostante quanto tra loro accaduto, ben lontano dal biblico amore, ma vorticosa aemonia di voli pindarici dal cielo al pericolo, la pensava ogni giorno tra le cose belle che accadono, e sorrideva di fatti che, al  momento, spazio al sorriso ne avevano lasciato un po’ meno, senza tuttavia farlo mai scomparire del tutto.

Lei era tutto ed il suo contrario, e lui la rileggeva, talvolta, pur avendone eliminata gran parte delle tracce tangibili, in frasi del tutto fuori luogo.

Non aveva mai compreso, fino in fondo, se si sentiva legata a lui da un affetto particolare, o se giocava con lui confondendolo con gli altri, come periodo tra parentesi tra periodi tra parentesi.

Non essendo quello che li aveva legati un rapporto tra uomo e donna, ma tra anime nere, aveva imparato a convivere con tutti i dubbi, con i pensieri e con i ricordi e, quotidianamente, non avendo fede per pregare, le dedicava la speranza che stesse bene. Non era importante, assolutamente no, chi e cosa in fondo lei fosse.

“Buon compleanno…X me sei nato oggi. Da oggi in poi.” Come un raggio di sole in un giorno sereno.

Quanto sarebbe durato, e che forma avrebbe assunto questa volta? “Sono tornata” come tuoni e fulmini.

E nuvoloni densi tornarono ad esaltare colori vivaci all’altezza degli occhi.

“Bentornata. Nessun pericolo.

Passa ancora, se avrai tempo.”


Postato da: mcman a 10:59 | link | commenti (2)

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