Da Un Uomo Un Uomo

Dipendenza Reciproca Qualsiasi

Eccomi

Utente: mcman

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Link

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

lunedì, 21 dicembre 2009

Lascio questo post per tre giorni fino a Natale perchè non dimentico le ricorrenze.

Quindi auguri al Suo compiacimento.

E saluti a questa c...o d'ironia.


Postato da: mcman a 12:27 | link | commenti (1)

martedì, 01 dicembre 2009

Mi son svegliata, lo scirvo in Facebook.

Corro  a lavarmi per dirlo a Facebook.

Non mi hai guardato, non mi hai toccato, ma già pensavo che non lo scrivo.

Caffè veloce, una merendina, ma devo badare al Pet virtuale, non posso lasciare che a causa mia si ammali.

Un amico che ho aggiunto perchè faceva le medie nella stessa mia scuola ma in un'altra classe fa il subacqueo in Islanda, che belle foto.
Se forse ci avessi parlato anche solo una volta magari mi ci avrebbe portata.

Uno che non so chi sia è di sinistra, chi l'avrebbe detto.

La mia vicina di postazione al call center ieri ha avuto una giornata tremenda al lavoro, chi l'avrebbe detto.

Apro il biscotto della fortuna, il bacio perugina, e mi accorgo che stanotte era collegata mia cugina.

Ma stanotte non ce l'ho proprio fatta...avevo un gran mal di testa...tanto che sono già in ritardo per il lavoro.

Fuori piove, non come su Facebook che c'è sempre il sole.


Postato da: mcman a 09:22 | link | commenti

sabato, 31 ottobre 2009

POST TEMPORANEO

Fiato Spalle Spalle Fiato Spalle Fiato Spalle fiato a che serve a che è servito se poi si è dimenticato l'appetito l'esclusivo colpo d'ali passerotto sono a pezzi anche i cerotti sono a terra anche i più forti fiato spalle spalle e fiato
senza più alcun motivo mai più detto che si è perso spiaccicato sull'asfalto fiato e gambe gambe e fiato nel passato che hai lasciato


Postato da: mcman a 02:15 | link | commenti (1)

martedì, 12 maggio 2009

"Non amano l'acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.

"Non amano l'acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito
per molte settimane.

Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città
dove vivono, vicini gli uni agli altri.

Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo
appartamenti fatiscenti.

Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina.

Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.

Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi
dialetti.

Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina ma sovente davanti
alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano
pietà, con toni lamentosi e petulanti.

Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.

Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.

Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma
perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in
strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.

I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma,
soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro
paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o,
addirittura, attività criminali".

La relazione così prosegue:

"Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e
ignoranti ma disposti più di altri a lavorare.

Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie
rimangano unite e non contestano il salario.

Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione,
provengono dal sud dell'Italia.

Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più.

La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione".

Il testo è tratto da una relazione dell'Ispettorato per l'Immigrazione del
Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912


Postato da: mcman a 23:41 | link | commenti (1)

venerdì, 20 febbraio 2009

mi dici che deve passare il tempo     per quanto incerto

non mi sai dire se sei settimane e ore      o qualche mese

mi dici che è normale che non è amore     ma che è importante

ma che se adesso è tutto nero     non potrà esserlo

ETERNAMENTE

sei sicura che mi passerà                                 il sentirmi male?

ne sono avvolto

e tu mi dici che lo sai, perhcè il momento in cui non ascolto le parole...solo le sento

e che poi mi libererò

da tutto questo

MA E' BUIO PESTO!


Postato da: mcman a 00:19 | link | commenti (1)

venerdì, 05 dicembre 2008

quando scivolo giù, quando CADO DAL CIELO


Postato da: mcman a 11:43 | link | commenti (1)

mercoledì, 12 novembre 2008

Deve far BIM BUM BAM

prima di spegnersi

perchè se fa TIC TAC

è un orologio oppure se bussa

 fa solo un TOC TOC.

Deve far BIM BUM SPLASH

e capovolgerti

piuttosto che bhm bhm bhm

deve saltarti dentro e farti saltare.

FINO A SCOPPIARE

 a lacerarsi

ma è meglio che rinunciare

che ACCONTENTARSI


Postato da: mcman a 10:13 | link | commenti (3)

lunedì, 27 ottobre 2008

 

Come comprendere sé stessi, se tra una volta e l'altra, un momento in mesi, solo un secondo negli anni, fra un capitombolo e un capitombolo ancora, con lucida lucidità ci si chiede se ne valesse la pena?

Ma se un secondo è poco per finire la domanda come si avrebbe il tempo

di ascoltarsi dare una risposta che fra l'altro tarderebbe ad arrivare

o non arriverebbe nemmeno?

E allora capitombola e capitombola ancora, rotola e rantola, senza prestare ascolto ai pregiudizi né a queste voci del cazzo che o non vere mi annoiano o altrimenti consumano e fra metodo e forma e merito non mi fanno tornare indietro non mi mi ringiovaniscono e non mi...mi migliorano.

A che giovano?

Seghe e saette alla memoria, pericolose come siete baciatevelo ancora, il tempo che passa e che passa e ......................................, poi scioglietevi ..............................................toglietevi...



Postato da: mcman a 22:46 | link | commenti (1)

mercoledì, 21 maggio 2008

I nonni sono AMORI che vanno ad accomodarsi

nei ricordi felici

 

Sono pezzi di memoria

il ricordo le radici della nostra storia

 i valori e quei sapori unici

quella strada quella volta e le altre ancora.


Con i nonni niente finisce mai veramente, né i motivi per sorriderne tricotillandosi i capelli.


Era una sera di Febbraio del 1982, e quando c'era San Remo la nonna mi permetteva di stare sveglio fino a tardi. Lo Guardavamo insieme.


Decise subito che lei avrebbe tifato per quello là che cantava VADO AL MASSIMO.


Nell'87 mi vide arrivare così tardi, per quei ritardi dei primi fine settimana di blocco dei tir, dal mio primo concerto: Sarzana, ritorno sul cassonetto di un'ape.


Poi furono treni, auto ed aerei, poi fu dovunque, per tanti anni e concerti.

Non mi sono mai dimenticato di NON dirtene uno e...adesso


22 Maggio 2008.


Nonna esco, (con un sorriso) vado al concerto di Vasco. Sì, di nuovo!

 


Guardando al cielo


Postato da: mcman a 19:18 | link | commenti (5)

martedì, 18 marzo 2008

La bocca la si può collegare al cervello, la si può legare al cuore, la si può appiccicare alle viscere, per raccontare ciò che si pensa, per comunicare ciò che si prova, per dire ciò che si sente.

E ne uscirà un discorso forse intelligente, una frase magari romantica, o un'emozione sincera.

Ma si collegano anche i cavi per far luce, si lega anche il salame per la stagionatura, si appiccica una figurina all'album.

Ed è meglio tacere.


Postato da: mcman a 13:52 | link | commenti

 Il mio profilo Contattamimcman
 Il mio profilo Contattami_mari_

Foto Recenti